Clamidia, cos’è e come si cura ?

La clamidia è una malattia sessualmente trasmettibile molto comune nonostante ci sia poco informazione a riguardo, dato che le sue manifestazioni sintomatiche sono molto leggere, tanto da non essere spesso riconosciute dalle persone che ne sono colpite. La maggioranza dei casi interessa le donne sessualmente attive ma anche una buona percentuale di uomini che praticano rapporti sessuali non protetti di vario tipo. Si stima che il rapporto uomo e donna è pari al 70/30 per cento.

Le relative manifestazioni sintomatiche compaiono dopo un paio di settimane laddove nelle donne il batterio infetta la cervice e l’uretra, causando perdite vaginale anomale o una fastidiosa sensazione di irritazione, mentre negli uomini se trasmessa attraverso un rapporto anale, può infettare il retto e provocare forti dolori, consistenti perdite e sanguinamenti. Attualmente la clamidia può essere diagnosticata attraverso un esame di laboratorio che può essere effettuato su due diversi tipi di materiale come il prelievo da tessuti infetti o il semplice campione delle urine. Attenzione però che se la clamidia non viene trattata con cura farmacologica può causare delle gravi conseguenze che possono rimanere silenti per lungo tempo con una altissima probabilità di rischio di contrarre il virus dell’Hiv.

Infatti molti potenziali pazienti scoprono di avere questa malattia dopo aver fatto il test dell’HIV, il che dimostra una diffusa ignoranza su questa infezione che fermata a tempo debito avrebbe evitato altri rischi. Ad oggi non esiste un vaccino che possa debellare questo tipo di malattia considerata da molti l’anticamera di più gravi malattie sessualmente trasmettibili dato che rende l’organismo più sensibile alla ricezione di alcuni virus come quello appena citato. Tra l’altro la clamidia si risolve con una semplice cura antibiotica con un uso per via orale di azitromicina o di una tetraciclina; in alternativa, di eritromicina o di un chinolone sempre per via orale.

Fonte: http://sosmalattie.com/